Giobbe & Hexe Furi

la tecnica Terra Sigillata


Terra Sigillata è il termine moderno convenzionale con cui si designa la ceramica di età romana caratterizzata da una vernice brillante di colore rosso o arancione.
In esso vengono comprese in realtà produzioni ceramiche diverse, che coprono un ampio arco cronologico, dal I secolo a.C. al V-VI secolo d.C., e che si svilupparono in aree geografiche distinte, tra cui l'Asia Minore, l'Italia, la Gallia, l'Africa.
Questa classe ceramica comprende vasellame fine da mensa, in prevalenza piatti, coppe, vassoi, tutti lavorati al tornio e, secondo le epoche e le officine, variamente decorati.
Questo termine viene impiegato nell'ambiente ceramico per definire ingobbi porosi ottenuti per decantazione mentre si tratta di un termine con ben altro significato.
Il termine terra sigillata è stato coniato dagli storici dell'arte e deriva dalla trasformazione di: terracotta decorata a timbri.
Per semplificare la parola terracotta è stata contratta nella parola terra e la parola timbrata è stata tradotta in sigillata dal latino sigillum che significa timbro.
Tra i centri produttori più antichi (I secolo a.C. - I secolo d.C.) e rinomati si ricorda Arezzo (terra sigillata aretina), i cui vasi, soprattutto quelli decorati a rilievo e firmati dagli artigiani, sono particolarmente raffinati.
Proprio per il suo alto valore artistico, la terra sigillata aretina fu una delle prime classi ceramiche di età romana a essere studiata e catalogata, già a partire dal XIX secolo.
Le ricerche più recenti riguardano l'organizzazione del lavoro nelle officine, grazie alla presenza delle firme dei vasai e dei loro lavoranti, prevalentemente schiavi di origine greca.
Nel I-II secolo d.C. crebbero d'importanza le officine della Gallia meridionale (terra sigillata sud-gallica) e in seguito (II-VI secolo) quelle dell'Africa, in particolare dell'area corrispondente all'attuale Tunisia (terra sigillata chiara o africana).
Sui vasi africani compaiono talora motivi decorativi cristiani.
Si trattava della scoperta che i Greci avevano fatto facendo decantare l'argilla al punto da ottenere una frazione colloidale di materiale che impiegarono per la mitica produzione delle pitture vascolari a figure nere e poi rosse.
Frazione di particelle tanto fini da produrre superfici già lucenti al momento della applicazione e senza l'azione di levigatura necessaria nelle precedenti produzioni ceramiche.
Vernice di argilla quindi che una volta cotta cambia stato, resta brillante come al momento della applicazione e ,cosa importantissima, diviene impermeabile.
I romani fecero propria la tecnica impiegandola per una produzione commerciale di vaste proporzioni: produssero quella frazione colloidale in quantità tale da poterne usare per immergere le ceramiche e rivestirle completamente.
Produzione importantissima che consentì al ceto medio di usare oggetti di buon design quando impossibilitato a fregiarsi dell'uso di oggetti in metallo o vetro più costosi.

Testo tratto da Wikipedia

La nostra esperienza a Belgioioso (PV) nella primavera del 2008 dalla maestra Nelly


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Modellazione

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Timbratura dopo l'ingobbio

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Riduzione sotto la segatura

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Ingobbiatura del biscotto

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Riscaldamento dopo la 2° cottura

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I corsisti


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